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Map, numeri e bollette: scontro Defranceschi-Peri

da | Mag 14, 2014 | In Primo Piano, speciale terremoto | 0 commenti

I numeri dei Map e le bollette elettriche esorbitanti di chi vi abita sono stati al centro del botta e risposta fra il consigliere regionale Defranceschi e l’assessore regionale Peri. Il primo: “La Giunta paghi le bollette”. La replica: “Numeri sbagliati”.

map mirandola“Bollette da 3.000 euro all’anno per vivere in baracche da cantiere, non coibentate e che dopo due anni dal sisma ancora non sono state collaudate. Muzzarelli ed Errani hanno voluto farsi belli e ora il peso ricade sui terremotati”. Una settantina di cittadini che ancora risiedono nei Map si sono presentati questa mattina alla conferenza stampa del consigliere regionale Andrea Defranceschi (ad oggi sospeso dal M5S per la questione della Corte dei Conti), per fare il punto sui moduli abitativi provvisori ancora presenti a due anni dal sisma.

Defranceschi parla di “1.600 moduli, costati 91 milioni di euro alla Regione”. “La Regione – accusa Defranceschi – sapeva benissimo che i costi delle baracche sarebbero stati esorbitanti”, come dimostra l’accordo tra Enel e via Aldo Moro, “dove si stabilisce che mensilmente la Regione sarebbe stata aggiornata dei consumi”, e “lo ha tenuto nascosto ai terremotati che si trovano ora con bollette da 2 o 3mila euro, impossibili da sostenere”.  Per De Franceschi “la giunta si deve fare carico di queste bollette”, visto che “i fondi per il terremoto ci sono e non si riesce nemmeno ad usarli”. La questione delle bollette era nata dopo le prime polemiche sorte quando i residenti dei Map avevano protestato per le spese troppo alte. All’epoca “era lo scorso novembre – ricorda Defranceschi – Muzzarelli disse tra chi abitava nei moduli c’era chi stava lì senza titolo, chi si era venduto parte dei mobili e chi rilasciava interviste piangendo miseria e poi ha la ‘Maserati in garage'”.  Secondo i dati dei controlli forniti da Defranceschi “sono 10 i casi di persone presenti senza titolo ancora oggi nei moduli abitativi provvisori”.

La replica di Peri

Alle accuse di Defranceschi replica l’assessore regionale alle Infrastrutture Alfredo Peri: “A volte si parla di ciò che non si conosce, occorre verificare i numeri di cui si parla. I Map ancora utilizzati sono 620 (e non 1600 come riferito) sui 977 inizialmente istallati, compresi 220 rurali. I moduli sono coibentati, ma è evidente che l’inerzia termica di un modulo provvisorio prefabbricato non potrà mai raggiungere quella di un edificio normale. Sul tema delle verifiche sulla regolarità e sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari, dai controlli dei Comuni è emerso che una cinquantina di nuclei, per diverse ragioni, presenta irregolarità. “Ora si dovrà procedere  alle necessarie regolarizzazioni. Non è accettabile che qualcuno abbia accesso a risorse destinate al sisma senza averne i requisiti”.

Peri risponde anche sul tema bollette: “Nessun accordo ‘segreto’ con Enel sulle bollette per nascondere l’andamento dei consumi e dei costi energetici”, smentisce l’assessore. I costi dei consumi sono direttamente collegati all’utilizzo dell’energia all’interno dei Map, dove – per ragioni di sicurezza – tutto funziona a elettricità: illuminazione, riscaldamento e raffreddamento, uso cucina e acqua sanitaria. Le oscillazioni molto alte tra diverse bollette mostrano che ci possono essere usi morigerati e usi poco controllati dell’energia. A fronte della riemissione delle fatture (dopo il ricalcolo delle bollette seguito all’accordo con l’Autorità) e dell’intervento dei servizi sociali, attualmente non ci sono né distacchi di corrente né morosi. Quello dell’energia elettrica, infine, è l’unico costo a carico delle persone assistite nei Map”.

Defranceschi ribatte sostenendo che “i numeri me li ha dati tutti, assieme ai documenti richiesti, la Regione stessa a seguito di una serie di accessi agli atti. Se mancasse qualcosa, sarebbe omissione di atti di ufficio. Per non parlare di bollette, contratti e testimonianze, nonché ulteriori numeri, portati dai terremotati stessi, che queste cose le vivono.

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