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L’uovo di NordKapp/11 – Tappa di trasferimento tra fulmini e saette

da | Giu 12, 2018 | Mirandola, Sport e Motori | 0 commenti

Da Trieste a Capo Nord, 30 giorni di viaggio in bicicletta per un fine nobile, per aiutare un progetto solidale in favore dei bambini diversamente abili (qui e sotto la fotogallery l’approfondimento): il viaggio del mirandolese Davide Gaddi è cominciato venerdì 1 giugno, e SulPanaro.net lo seguirà giorno dopo giorno attraverso le sue parole, i suoi racconti e le sue foto. E una mappa aggiornata giorno dopo giorno.

11 giugno, Ełk (Polonia)

Ragazzi, ho seguito il consiglio della receptionist di Ostrołęka: domenica sera, quando sono arrivato, mi ha guardato e mi ha detto “ma tu davvero pensi domani di ripartire in bici?”… Il motivo: a differenza mia, lei conosceva le previsioni meteo che davano, per lunedì nel nord della Polonia, una fortissima possibilità di pioggia ma soprattutto una scarica continua di fulmini. La pioggia l’ho già presa, non è un problema, ma i fulmini sì, e allora mi sono preso la notte per pensare.

 

Ho atteso la mattina e ho scoperto che aveva ragione. Così, a quel punto, ho deciso che a Ełk sarei arrivato lo stesso, ma per una volta non in sella. Diciamo che stavolta mi sono riposato, ma ne avrei fatto volentieri a meno.

 

Detto questo, come ci sono arrivato? Innanzitutto, da Ostrołęka non partiva nessun treno verso nord: c’era una stazione, ma era un capolinea. Così mi è toccato prendere un taxi per raggiungere la stazione più vicina. Bene: arriviamo e la stazione era chiusa, senza un motivo apparente, e neanche il tassista capiva il perché. Risaliamo in auto alla ricerca di un’altra stazione, poi all’improvviso passiamo accanto ai binari e capiamo: la stazione era chiusa perché stavano saldando i binari! C’erano lavori sulla linea e i treni non passavano. Insomma, non ne è andata bene una, e allora l’unica era arrivarci in taxi.

 

Avevo prenotato la camera di un appartamento, dicendo che sarei arrivato alle 14. Arrivo un’ora prima, li faccio avvisare dal tassista, ma non riuscivamo a trovare il posto. Sono palazzoni in stile sovietico, blocchi tutti uguali ma ognuno ha un nome diverso. Bene: non troviamo quello giusto, cerchiamo di farci rintracciare dal proprietario e quando arriva, dopo tutti i problemi di comunicazione che avevamo avuto, scopro che parla italiano perché spesso è stato proprio a Modena!

 

Oggi sono stato in casa insomma, intanto fuori comincia ad abbassarsi la temperatura. Martedì voglio passare il confine: torno in bici e lascerò la Polonia e arriverò in Lituania. Ho avuto modo di pensare al mio percorso: a ben guardare dovrei fare 130 km al giorno, non di meno. Oggi ne ho fatti – anzi: non ne ho fatti! – 120, ma comunque è successo di tutto e confermo: non era una giornata da bici. Troppi rischi inutili con quelle “silte”!

 

(Davide)

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LA MAPPA

IL PROGETTO
Il viaggio di Davide è a favore dell’Azienda Agricola e Sociale Villa Forni, di Cognento (MO), molto attiva nell’offerta ai ragazzi diversamente abili (agricoltura sociale, pet terapy, ippoterapia, attività laboratoriali, etc.).
La famiglia Forni, una pietra miliare nella storia modenese, ha in essere un ambizioso progetto in più fasi che prevede inizialmente la costruzione di un grande pollaio all’avanguardia per galline ovaiole. Grazie alle uova, e alla farina di grano pregiato (miscela di semi antichi) diversi ragazzi disabili potranno cimentarsi nella preparazione di pasta fresca, rigorosamente nel rispetto della tradizione modenese, e trovare un ruolo se non un lavoro vero e proprio. Sarei felice se il mio viaggio, grazie al sostegno delle persone che mi seguono, potesse dare un concreto aiuto a chi, come i Forni, si spende per aiutare chi ha meno di noi.
Per sostenere l’iniziativa con eventuali donazioni: Iban IT43I0538723300000002619163

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