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Mirandola: poche camere mortuarie in ospedale, ma per la Regione va bene così

da | Ago 15, 2014 | In Primo Piano, Mirandola | 0 commenti

Tre spazi per altrettante persone decedute nelle camere mortuarie dell’ospedale di Mirandola, e se capita che i pazienti muoiano in numero superiore a tre, i parenti possono piangerli… tra la canonica e le stanze adibite alla vestizione.

Ma quel che è peggio, per chi tiene i cordoni della borsa e potrebbe rimediare all’incresciosa situazione – la Regione – il problema non esiste: va bene così.

E’ la sconcertante risposta che si è sentito dare il consigliere di centrodestra Andrea Leoni dall’assessore alla Sanità Lusenti, mentre chiedeva lumi su quanto accade regolarmente nel nosocomio più importante della Bassa, quando basta che il caso o le ferie delle agenzie funebri vedano stazionare nella camera mortuaria più di tre defunti. L’ultimo caso tra fine maggio e giugno: morirono otto persone tra i giorni di festa, non c’era spazio e le bare vennero dislocate tra la canonica e le stanze della vestizione dei preti, con comprensibile disagio e imbarazzo delle famiglie dei defunti già provate dal dolore del lutto.

“Tre camere mortuarie  – spiega l’assessore regionale – sono in numero adeguato che soddisfa le esigenze di una struttura ospedaliera, con caratteristiche – per posti letto e specialità – come quelle di Mirandola, visto che la media giornaliera del numero di decessi è inferiore a tre, ed è del tutto in linea con quello delle altre strutture provinciali”.

Ed ecco la replica di Leoni: “L’inadeguatezza del numero delle camere ardenti all’Ospedale di Mirandola è una questione che puntualmente torna fuori ma per la Regione va sempre tutto bene. È invece evidente a chiunque che la vicenda camere ardenti è legata ad una programmazione inadeguata rispetto agli spazi necessari. Già in passato avevo sottoposto il problema all’attenzione della Regione con due interrogazioni una nel 2008 e l’ultima del 2010, ma nonostante le soluzioni approntate dalla Asl i problemi sono rimasti sempre gli stessi degli anni precedenti e ciclicamente si ripropongono. D’altronde l’ospedale di Mirandola serve un bacino dei residenti dell’Area nord della provincia di Modena pari a circa 100 mila cittadini e quindi succedono disagi come quello che si era verificato durante un fine settimana di giugno durante il quale c’erano stati otto decessi, a fronte di tre sole stanze per i defunti e tre pre-stanze per i parenti. La Regione avrebbe fatto più bella figura se avesse dichiarato che non c’è la volontà di modificare le cose al posto che dire che la situazione così è ottimale. Quello che è grave è che la Regione continua a non spiegare perché strutture pubbliche relativamente nuove, come quelle dell’edificio in questione, risultino in realtà insufficienti rispetto alle esigenze dei famigliari e degli operatori. Passano gli anni ma i problemi rimangono gli stessi”

 

 

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