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Torna in scena, anche se per il momento in sordina, lo stoccaggio gas di Rivara. Il proponente Independent Resources ha comunicato l’avvio, entro fine anno, delle udienze relative al ricorso presentato dalla società contro la decisione della regione Emilia Romagna. Il Presidente della società, Greyson Nash, ha dichiarato che “(…) si tratta di un importante passo avanti”, considerate anche le “(…) recenti conclusioni di una commissione internazionale secondo cui non può esserci stato alcun legame tra le (…) attività a Rivara e il tragico terremoto in Emilia Romagna”.Nash si riferisce ovviamente alle conclusioni del rapporto Ichese
(guarda qui il nostro Speciale), la cui prima domanda (testualmente:
“E’ possibile che la crisi emiliana sia stata innescata dalle ricerche nel sito di Rivara, effettuate in tempi recenti, in particolare nel caso siano state effettuate delle indagini conoscitive invasive, quali perforazioni profonde, immissioni di fluidi, ecc.?“) era una domanda inutile dal momento che, al di là dei complottismi, effettivamente né Independent né altri soggetti hanno perforato il suolo a Rivara nell’ambito di questo progetto, com’è sempre stato sotto gli occhi di tutti. Domanda scontata –
i comitati ne avrebbero fatte altre, ben più pregnanti e significative – che ha prodotto una risposta altrettanto scontata (“No”), risposta che permette a Nash di sostenere ciò che ha detto.Tuttavia, nel documento ora pubblicato di Nomisma, c’è un passaggio interessante, prima di quello relativo a Rivara.
Riguarda uno stoccaggio previsto in Abruzzo e bloccato dalla Regione, blocco questo che richia appunto di far accelerare di nuovo i discorsi su Rivara: “Lo stoccaggio di Poggiofiorito, che nel giugno scorso aveva appena incamerato la VIA da parte del Ministero dell’Ambiente, in agosto
ha segnato uno stop formale da parte del Consiglio Regionale della regione Abruzzo. Il Consiglio ha infatti deciso di impegnare Presidente e Giunta regionali a “proporre, sulla base del generale principio di precauzione (…), le opportune azioni giudiziarie nelle sedi compenti avverso il Decreto di dichiarazione della compatibilità ambientale (…)”. Le motivazioni del gesto risiedono nella
preoccupazione di possibili effetti micro-sismici dell’attività di stoccaggio, in un’area particolarmente delicata sotto tale profilo“.
Occhio alla conclusione: “preoccupazione di possibili effetti micro-sismici dell’attività di stoccaggio, in un’area particolarmente delicata sotto tale profilo”. La medesima preoccupazione che si ha anche da queste parti, zona altrettanto delicata, come dimostrano gli eventi recenti…IL PUNTO DELLA SITUAZIONE. Per quanto ci riguarda direttamente, con apposite delibere della Giunta regionale (n. 1127/2007 e 211/2010) la Regione Emilia-Romagna aveva formulato il proprio parere negativo nell’ambito della procedura di VIA ministeriale e con un successivo atto (la delibera n. 512/2012) esprimendo il diniego dell’Intesa sull’istanza di accertamento preliminare avanzata dalla Società presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Alla posizione assunta dalla Regione, hanno fatto seguito atti negativi da parte dei Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, e da ultimo, il 19 febbraio scorso, il provvedimento del Ministero dell’Ambiente che dispone definitivamente l’archiviazione della procedura di Via attivata da Independent Gas Management Srl nel 2006. Provvedimento seguito poi dal ricorso da parte dell’azienda.