Una delegazione di giornalisti e operatori agricoli austriaci e ungheresi ha partecipato nei giorni scorsi a una visita in Emilia Romagna che ha interessato diverse realtà impegnate nella produzione e/o nella lavorazione del sorgo. L’iniziativa è stata promossa dall’Organizzazione interprofessionale europea Sorghum ID, impegnata in un progetto triennale volto a promuovere e a incentivare la coltivazione di questa coltura negli Stati europei.
La delegazione era guidata da Charles-Antoine Courtois, responsabile del progetto Sorghum ID. “Questo viaggio ci ha mostrato che l’Italia, e in particolare l’Emilia Romagna, ha una grande esperienza con il sorgo in diversi campi: mangimistico, bioenergetico, dell’alimentazione umana”.
Una visita che da Bologna a Parma ha attraversato quasi tutta la regione e che rappresenta in pratica l’anticipazione dell’importante evento previsto per il 21 novembre prossimo quando, presso il Dipartimento di scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, si terrà il convegno dal titolo “Il sorgo, la risposta a un’agricoltura che guarda al futuro” (vai al programma) appuntamento che toccherà tutti gli ambìti di destinazione di questa coltura grazie alla partecipazione dei maggiori esperti nazionali ed esteri.
In Italia l’Emilia Romagna è la regione dove si registra la maggiore produzione di sorgo con una superficie coltivata, nel 2018, di circa 23mila ha e una tendenza, per l’anno in corso pressochè analoga. I dati produttivi parlano di un totale di 206.931 ton (2018) che quest’anno potrebbero essere superate. A livello europeo la Francia si conferma primo produttore mondiale di sorgo con un aumento del 14% relativamente alle superfici coltivate a sorgo granella, percentuale che arriva a un +20% per la tipologia da foraggio. “L’aumento delle superfici coltivate a sorgo riguarda anche Paesi come l’Ucraina e la Russia – sottolinea Charles-Antoine Courtois – e con queste premesse si calcola che anche le produzioni saranno in aumento rispetto agli anni passati”.
La rusticità, lo scarso bisogno di irrigazioni, la totale assenza di micotossine fanno del sorgo una coltura alternativa molto interessante per un’agricoltura destinata a fare i conti soprattutto con la necessità di far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto.
Anche di questo si parlerà al convegno del 21 novembre prossimo, un appuntamento di grande importanza soprattutto per gli agricoltori e gli allevatori di domani.
