MIRANDOLA E SAN FELICE – Carlo Giovanardi torna nella Bassa. E’ per la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni? Se lo sono chiesto in tanti dopo che l’ex senatore centrista è stato intercettanto in piazza a Mirandola come un normale turista. Cosa che lui ovviamente non è, essendosi speso per tantissime battaglie in questo territorio, sia in difesa delle famiglie cui vent’anni fa sono stati tolti i figli tra Mirandola e Finale Emilia, sia per il suo sostegno al progetto di deposito gas di Rivara, dalle parti di San Felice.
La domanda nasce spontanea perchè l’exploit di Giovanardi avviene poche ore dopo che la candidata della Lega alle prossime elezioni in Regionali ha pubblicato un post rilanciato dal leader di Cambiamo Giovanni Toti in cui presentava l’ex senatore come un suo sostenitore. “Grazie Giovanni Toti! Prontissimi a cambiare l’Emilia-Romagna: dopo 50 anni di sinistra e Pd c’è bisogno di aria fresca“,scrive la Borgonzoni.
Neanche 24 ore che sempre su Facebook appare la foto di Giovanardi in piazza a Mirandola. Gliela ha scattata uno dei leader dei Giovani Democratici del Pd, Raffaele Bruschi, che lo ha agganciato dalle parti del teatro: “Essendo una persona gentile ho provato ad aiutarlo e mi sono ricordato di quando anni fa andò a Radio 24 dimostrando il profondo fastidio che provava nel veder baciarsi due donne o due uomini, ho ricordato che la Giovanile organizzò un Flash Mob, sotto casa sua, con una limonata collettiva contrariati dalle dichiarazioni precedenti (prendendo pure dei fascisti).
Quindi ne ho approfittato per parlare di legalizzazione e alla fine ha detto che forse forse… a Natale puoi fare quello che non puoi fare mai”.
Insomma, sarà Giovanardi la testa di ponte per permettere alla Lega di raccogliere a Modena i voti decisivi? Staremo a vedere. Certo è che che sono in tanti che ricordano come si sia speso in difesa del deposito gas, anche tra chi oggi vota Lega. E quindi la sua presenza potrebbe forse rivelarsi un boomerang.

Giovanardi a Mirandola (sopra) e con la compagine politica che sostiene Lucia Borgonzoni (sotto)

