BOLOGNA – Dal caldo primaverile al rischio neve. Il verdetto delle previsioni meteo dell’Emilia Romagna è un ottovolante. “Ma è tutto nella norma”, assicura Alessandro Donati dell’Agenzia regionale per la Protezione, l’Ambiente e l’Energia dell’Emilia Romagna (Arpae). Meglio non abituarsi troppo al sole, dunque, perché l’inverno tornerà presto a mostrare la sua faccia feroce.
“Ci aspettano altri tre o quattro giorni di temperature miti”, spiega l’esperto. “Soprattutto tra domani e sabato in Romagna, l’area più calda della pianura Padana, dove si registreranno punte di 18 gradi”, aggiunge. Tra domenica e lunedì, invece, toccherà all’Emilia occidentale: “Tra le province di Piacenza, Parma e Reggio, il termometro salirà fino a 20 gradi”.
Ma come si spiegano simili picchi tra gennaio e febbraio? Il ‘responsabile’ ha un nome ben preciso: föhn. E’ un vento caldo che laddove spira separa l’alto dal basso. “Nel versante sopravvento – chiarisce Donati -, ci sono precipitazioni, come a Cervinia, in Valle d’Aosta, dove sono caduti 70 centimetri di neve”. “Sottovento, invece – prosegue -, riscalda i bassi strati della pianura”. E’ un vento di libeccio che soffia da sud-ovest, dal Tirreno, oltrepassa gli Appennini in particolare in Romagna, perché i rilievi sono più bassi. “Lì lo chiamano garbino”. Non basta. “Il fenomeno viene accentuato dalle correnti miti occidentali di queste ore – aggiunge il meteorologo -, un’area di alta pressione presente nel vicino Atlantico che nei prossimi giorni si stabilizzerà sul Mediterraneo, quindi sull’Italia”. [fonte Il Resto del Carlino]
