“Chi grida vittoria ora, sparirà alle prossime elezioni politiche”. È il commento di Tania Andreoli all’indomani della manifestazione davanti al municipio di Novi, organizzata per protestare contro la ricusazione della lista Novi Futura che non potrà così correre per le amministrative dell’11 giugno.
“Della manifestazione sono soddisfatta – spiega –. Oltre a noi che eravamo una quindicina, si sono fermati dei cittadini, hanno letto i cartelli, mi hanno chiesto come dovevano comportarsi alle prossime elezioni. Ma ovviamente la libertà di voto è al di sopra di tutto”. Il più grande punto a suo favore sarebbe, a quanto sostiene Andreoli, l’appoggio del partito di Forza Italia che, al corrente del suo percorso a ostacoli, le ha garantito vicinanza: “con i suoi consulenti sta valutando come procedere. Alla luce del presidio, c’è la volontà di procedere al ricorso al Consiglio di Stato, e poiché mi hanno confermato che la decisione della sottocommissione elettorale sia da considerare assolutamente nulla, valuteremo entro i 90 giorni il ricorso e la denuncia al Comune. Mi dicono inoltre che è un caso unico in Italia che debba pure pagare le spese”.
Presente al presidio tra le persone vicine alla sua causa, Michele Laganà, già coordinatore regionale di Forza Italia e da lei indicato come Presidente del nuovo gruppo “Futura”: “sono già al lavoro per le politiche del 2018. Oggi il partito è diviso in correnti e il gruppo Futura, che conta già una dozzina di parlamentari, mira a compattare di nuovo le forze. Le garantisco che chi grida vittoria ora, sparirà alle prossime elezioni politiche”.
Ringrazia poi la Lista Noi, poiché un suo rappresentante ieri è passato al presidio a esprimerle solidarietà, “mentre dal Comune, infastiditi, han tirato giù le persiane. Quanto a RinNovi, diciamocela, non è davvero di Forza Italia. Non sarebbero autorizzati a utilizzare il contrassegno, anche se sventolano le bandiere ai banchetti”.
Ne ha anche per i media la Andreoli: “Aspettavamo i giornalisti ma non sono venuti. Siamo stati abbandonati. Ma io garantisco che la cosa avrà un seguito. Ora – conclude – è prioritario bloccare e invalidare queste consultazioni”.

