Una rete per sostenere i sindaci nella lotta alla mafia. Peccato, però, che tra Modena e la Bassa l’appello di Laura Caputo sia rimasto per ora inascoltato.
Nei giorni scorsi l’ex giornalista di Le Monde che da tempo vive a Mirandola ha partecipato all’udienza del processo Aemilia e a margine ha sottolineato ancora una volta che, mentre i sindaci del reggiano hanno aderito alla rete, quelli del modenese invece non hanno fatto ancora altrettanto. Anzi, come ha ribadito anche al nostro giornale, “San Possidonio ha declinato la proposta e Medolla rimanda sempre”.
“Mafia free – racconta Caputo – nasce da un’esigenza di non lasciare i sindaci da soli. L’idea è nata un paio di anni fa quando ho ascoltato il sindaco di Zola Predosa Stefano Fiorini intervenire ad un dibattito sul buon governo e dire che si era sentito solo quando aveva cercato di mandar via un parcheggiatore abusivo che lo aveva minacciato. Come si può ovviare a questa solitudine dell’uomo solo al comando?”.
Insieme ad altri cittadini Laura Caputo ha creato “questa rete di sindaci che vogliono fare vera antimafia e che siano disponibili da un lato ad essere consigliati da quelli più esperti e dall’altro a consigliare quelli meno esperti. Oggi il sindaco capofila della rete è Enrico Bini di Castelnovo ne’ Monti”.
I sindaci che vogliono aderire alla rete, che oggi conta 30 primi cittadini, “devono sottoscrivere un impegno e – spiega Caputo – noi controlliamo che quel sindaco e quel comune siano in regola. Ogni settimana riceviamo una richiesta di adesione. Il problema è che la mafia è sempre un passo avanti a noi e noi dobbiamo essere sempre pronti a contrastarla”.
In copertina una foto tratta dalla pagina Facebook della rete.
