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Fusione comuni di Bastiglia e Bomporto, imprenditori Cna in pressing

da | Dic 9, 2017 | In Primo Piano, Bomporto, Bastiglia | 0 commenti

Il progetto di fondere assieme i Comuni di Bomporto e Bastiglia è in stand by da un anno, e da quando venne presentato il

La sindaca di Bomporto Francesca Silvestri

piano di fattibilità, a gennaio 2017, non se n’è più parlato. Benché si tratti di due realtà che pare abbiano una vocazione naturale a stare insieme, nelle disgrazie (vedi l’alluvione 2014), e nelle tante esperienze positive che portano già avanti assieme. La fusione garantirebbe posti di lavoro in più (stimate 5 assunzioni, ad esempio, nel nuovo maxi Comune) e nuovi finanziamenti regionali nell’ambito degli incentivi dati a chi si fonde. Ora a reclamare che riprenda il dibattito è l’associazione di imprenditori Cna, che spinge affinché la fusione avvenga al più presto.

“A prescindere da qualsivoglia considerazione politica, non può sfuggire l’opportunità di  una fusione tra due comuni che hanno una comune radice, diremmo quasi lo stesso DNA, come Bastiglia e Bomporto. Insieme, infatti, le due amministrazioni costituirebbero una comunità di quasi 15.000 persone – le dimensioni di località come Soliera e Nonantola, per intenderci – e quindi con un peso certamente diverso rispetto a quello odierno”, spiega Emanuele Poletti, presidente della CNA di Bomporto Bastiglia”

“La Fusione rappresenterebbe per le due amministrazioni l’occasione – continua Poletti – di diventare una realtà che possa

Alberto Borghi sindaco di Bomporto

pesare di più nei rapporti politici con Provincia e Regione. Senza contare, poi, gli indubbi vantaggi di carattere finanziario, quali lo svincolo del patto di stabilità e un finanziamento di circa un milione di euro all’anno per 10 anni. A questo si aggiungerebbero poi le ricadute positive per cittadini e imprese: pensiamo, ad esempio, all’adozione di uno stesso regolamento e di norme comuni che diminuirebbero la burocrazia.

Tutte queste considerazioni sono ben esplicitate nello studio di fattibilità di Nomisma, così come sono note le ricadute positive di queste operazioni, come testimonia il caso di Valsamoggia.

Secondo CNA questo percorso dovrebbe proseguire senza incertezze e con la massima rapidità possibile, convinti che i cittadini apprezzerebbero questa proposta anche in sede referendaria (così come previsto dalla normativa). Del resto, questo progetto ormai da troppi mesi (lo studio di fattibilità è stato presentato alle amministrazioni ad inizio 2017) giace nei cassetti dei due sindaci.

Un progetto che  – concludono gli imprenditori – deve porsi l’obiettivo di ottimizzare le risorse finanziarie, umane, strumentali e patrimoniali, di ridurre la spesa e di rendere più efficiente ed economica la gestione amministrativa complessiva, garantendo alla comunità i servizi tramite una presenza articolata sul territorio di sportelli qualificati. Questo senza che il cittadino debba perdere contatto con gli amministratori del proprio territorio.

“Non ci sono più – continua Poletti – le condizioni economiche per consentire a tanti piccoli comuni tra loro limitrofi di fare le stesse cose, ciascuno con la propria struttura. Pensiamo alla promozione territoriale, per fare un solo esempio. Ecco perché Bastiglia e Bomporto devono cercare di sfruttare quest’opportunità, che in provincia di Modena, a differenza di quanto è stato fatto in altri territori, non è ancora stata colta”.

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