E’ difficile trovare qualcuno che ne ricordi, di memoria visiva, gli antichi splendori. Ma non mancano le storie tramandate che parlano di magnifici stucchi, straordinari arredi, un giardino fenomenale e di feste memorabili.
E allora, basta un po’ di immaginazione, tra una maceria e una sterpaglia, per stupire e ammirare un vero e proprio gioiello che il caso e la sfortuna ha tolto ai finalesi: il parco di villa Ramondini.
Siamo nel cuore del cratere del sisma 2012, a finale Emilia, ma stavolta il terremoto non c’entra. Pare sia una storia di eredità frammentata e di nipoti lontani la causa dello stato in cui versa la villa e il suo parco. Ma per una sera tutto è cambiato: merito dei ragazzi di Pasteggiando, l’iniziativa cultural-gastronomica che is è tenuta sabato 17 maggio 2014, che hanno chiesto i permessi e trattore e falcetto alla mano hanno ripulito la parte iniziale del parco per farne un bellissimo spazio per una festa.
Pasteggiando ha portato diversi gruppi in giro per Finale Emilia. Un bel percorso, studiato con attenzione che ha alternato degustazioni di pietanze locali a spazi musicali e divertenti scenette teatrali tratte dalle opere di Giuseppe Pederiali. Tre ore di percorso comodo per tutti, che sono passate in modo piacevole per tutti.
Forse l’idea davvero vincente è stata quella di coinvolgere i finalesi nell’apertura delle loro case: in foto vedrete quando si passa in due abitazioni private dove siamo stati accolti a braccia aperte
A percorso cultural – gastronomico finito, si torna alla base: il parco di Villa Ramondini con l’accurata illuminazione che è stata studiata è forse ancora più affascinante.
N.B. Troppi complimenti in questo articolo!
- Aggiungiamo qualche nota dolente: erano forse troppi i gruppi che si alternavano sulle varie tappe, in un paio di occasioni sarebbe stato bello potersi soffermare qualche minuto di più in un luogo. L’effetto “comitiva turisti cinesi” è meglio evitarlo.
- Le portate culinarie: l’ordine con cui nelle varie tappe sono state servite ha lasciato qualcuno un po’ perplesse. La saggezza popolare de “Il pranzo è servito” dice che dopo il primo ci va il secondo, poi il formaggio, il dolce e la frutta.
- La scelta del cibo: “De gustibus non disputandum est” e la carne cruda era davvero sopraffina. Ma un’alternativa va sempre data, soprattutto su un piatto che risulta difficile da mangiare a chi non sia un fiero carnivoro coraggioso. Per non sprecare cibo, soprattutto.
