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Sisma, come il biomedicale fu salvato dai pompieri

da | Mag 22, 2014 | In Primo Piano, speciale terremoto | 0 commenti

FRER0018422Hanno estratto dalle macerie la produzione delle aziende biomedicali di Mirandola. Presidi sanitari fondamentali, come i filtri per la dialisi o gli stent per gli interventi vascolari, ‘ostaggio’ di magazzini informatizzati ma impraticabili dopo i crolli del terremoto. Se uno dei settori d’eccellenza dell’economia italiana si è salvato, è anche merito loro: dei Vigili del Fuoco che, a tempo record, svuotarono i magazzini mettendo le aziende del distretto in condizione di ripartire. Per farlo si inventarono anche una testuggine, per entrare in sicurezza nei capannoni sventrati. Solo a ricordarlo, al direttore regionale dei Vigili del Fuoco dell’Emilia-Romagna, Giovanni Nanni, brillano gli occhi.

Lo racconta all’Ansa Giorgia Bentivogli, che ha intervistato Nanni nell’ambito dello speciale terremoto redatto dall’agenzia (leggi dalla fonte originaria)

FRER0018424“Abbiamo svolto un’attività fondamentale per la salute pubblica, andando a prendere il materiale. Ma abbiamo anche salvato migliaia di posti di lavoro – prosegue il direttore dei vigili –  Era un aspetto nuovo per noi di un terremoto: l’impatto diretto sulla economia di un territorio. Se le multinazionali non sono andate via, anzi hanno reinvestito, è anche un po’ merito del nostro lavoro”. Le scosse infatti avevano fatto inclinare, come giganteschi castelli di carte, gli scaffali alti fino a 30 metri dei magazzini. La merce era a terra. Ad ogni scossa tutto poteva crollare. Ma in quelle aziende si doveva entrare, per recuperare merce pronta per la consegna. Il mercato, con la produzione ferma, era in crisi.

Così i Vigili hanno messo a punto una strategia di messa in sicurezza e prelievo. Sono intervenuti dall’alto: uomini imbragati venivano sollevati dalle gru sopra i capannoni crollati. Da lì mettevano in sicurezza le scaffalature. Sotto, altri colleghi si infilavano nei corridoi tra gli altissimi ripiani, protetti da una ingegnosa invenzione: una testuggine, una struttura di protezione mobile costruita con una armatura di tubi d’acciaio, protetta da un tetto di legno a schiena d’asino.
FRER0018285    I tecnici dei Vigili del Fuoco non la chiamerebbero di sicuro mai così, ma a guardarla, sembra una sorta di moderno ‘cavallo di Troia’. “Avevamo pianificato di svuotare i magazzini entro dicembre, ma già a settembre avevamo liberato tutto”.
Ma è solo uno dei diversi compiti che gli uomini diretti da Nanni hanno svolto nel cratere. I dati parlano: nel periodo di massimo dispiegamento (15-30 giugno 2012) sul campo c’erano 1.285 unità. Dal 10 agosto 2012 sono state realizzate 162 messe in sicurezza, 433 demolizioni. Solo le opere provvisionali fatte hanno un valore di 19,2 milioni di euro. Se infatti nell’emergenza il primo obiettivo era il soccorso, poi i Vigili hanno censito le ‘zone rosse’, recuperato i beni indispensabili dalle case pericolanti, abbattuto quelle irrecuperabili. Con un lavoro certosino di montaggio dei ponteggi di sostegno agli edifici instabili hanno permesso a paesi e città di ripartire.
Su ogni ponteggio è rimasta la firma del comando che aveva messo in sicurezza l’edificio. Molti – targhe, scritte e perfino piccole sculture in legno – saranno conservate.

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