Benvenuti nell’archivio di sulpanaro.net
Qui sono disponibili tutti gli articoli pubblicati del nostro quotidiano dal 1/1/2015 al 30/6/2020
Tutti gli articoli successivi al 30/6/2020 sono disponibili direttamente sul nostro quotidiano sulpanaro.net

«Danni ai pilastri non visibili ad occhio nudo. Verifiche inadeguate, è mancata una normativa»

da | Lug 12, 2014 | Medolla, speciale terremoto, Ultime news | 0 commenti

Heamotronic, il Resto del Carlino pubblica in esclusiva i risultati della perizia firmata dal pool di esperti del gip Teresa Magno per l’incidente probatorio sul crollo del capannone dell’azienda biomedicale. 

Come si legge sul sito del Carlino, si valuta nella perizia “come agì, e soprattutto in che contesto, l’ingegnere che diede l’ok al rientro. «Appare con evidenza — risponde il pool — una mancanza di informazioni sulla sequenza sismica in atto, che si è conclusa solo con l’evento del 3 giugno, e un ritardo nell’affrontare il problema costituito dalle valutazioni di agibilità dei capannoni progettati e costruiti senza alcun tipo di protezione antisismica». Quando l’ingegnere (indagato) eseguì il ‘sopralluogo’ per il giudizio di agibilità, il 21 maggio, lo fece prevalentemente su una valutazione visiva, basandosi su un’osservazione dei danni causati dal terremoto del giorno prima“.

Una prassi per tanti in quei giorni, ma che nel caso Haemotronic, ricorda il Carlino,  “ha comportato, rilevano i periti, aspetti rilevanti: «Il piano terra della Haemotronic per tre quarti era occupato da un’area produttiva, che in grande maggioranza era gestita con le modalità tipiche dei laboratori. La struttura non era quindi visibile, essendo i pilastri tutti ricoperti da appositi pannelli. Per l’ingegnere era di fatto possibile valutare solo la situazione dei pilastri della zona magazzino; nella zona ufficio e nella zona spogliatoi del personale, i pilastri erano ricoperti da pannelli. Nei servizi, da piastrelle».

Di certo, scrivono i periti, «la valutazione di un evento sismico di intensità maggiore era totalmente al di fuori della portata dell’ingegnere, in quanto di competenza di un sismologo». Infine, sulla valutazione data a un edificio privo di alcun tipo di progettazione antisismica, «non doveva essere lasciata alla valutazione individuale, ma richiedeva di essere normata in tempi ben più stretti di quelli utilizzati dalla Protezione civile».

“I periti rilevano che l’edificio era conforme alle norme dell’epoca della costruzione (l’agibilità è del 2005). Sono state rilevate  – ricora il giornalista – difformità tra il progettato e il costruito, nella zona del solaio, in particolare, ma la causa principale del crollo sarebbe da ricercarsi nella mancanza di progettazione anti-sismica riconducibile alla carenza di strumenti normativi adeguati alla conoscenza dell’epoca.

Quindi, le responsabilità di chi sono?

Dopo la forte critica sulle carenze normative e sulla gestione delle verifiche danni, i periti  – risponde il Carlino – sospendono il giudizio rispetto alle responsabilità degli indagati: «Viste le incertezze in tema di normative, la risposta in merito deve rimanere di competenza dei magistrati».

Leggi l’articolo dalla fonte originaria

Condividi su: