Grande successo di pubblico settimana scorsa alla Cantina di Medolla per la serata dedicata al gioco d’azzardo organizzata dal Circolo Medico “Mario Merighi” in collaborazione con la Conoscenza Condivisa. L’evento ha visto la partecipazione importante del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Modena, Dott. Massimo Annichiarico e di alcuni rappresentanti delle Istituzioni locali dell’Unione dei Comuni Modenesi dell’area Nord. Relatori del convegno, il Prof. Guido Zaccarelli e il Dr. Matteo Iori. Ha introdotto il Dott. Nunzio Borelli, Presidente del circolo “Mario Merighi” di Mirandola.
La dipendenza del gioco d’azzardo ha ancora origini sconosciute. Fattori personali e ambientali sono le dimensioni cruciali sui quali si punta per osservare la nascita, lo sviluppo e il conseguente passaggio verso una dimensione patologica del fenomeno con evidenti ripercussioni sul piano personale, familiare e sociale.
Uno degli strumenti più importanti da utilizzare per ridurre il fenomeno è l’informazione che permette di coinvolgere un numero sempre più elevato di persone per raggiungere la massa critica e invertire l’andamento del fenomeno che porta sul lastrico le persone annullandone l’identità.
A Mirandola nel 2014 sono state 34 le persone che hanno contattato il SERT su 150 della intera provincia; di questi i 2/3 sono maschi con un’età compresa fra i 40 e 50 anni; nelle donne l’età supera i 50 anni. Non sfugge a nessuno che sono numero sottostimati se si pensa che le persone che hanno un GAP (Gioco D’azzardo Patologico) sono il 3% della popolazione (87.000 residenti nell’Area nord); un altro 6% gioca d’azzardo in modo problematico ed il 30% in modo assiduo.
Se osserviamo il fenomeno a livello nazionale appare evidente come sia importante la dipendenza del gioco d’azzardo associato all’andamento dell’economia: la crisi finanziaria degli ultimi anni ha inciso sull’aumento della dipendenza del gioco d’azzardo. Nel 2014 sono stati giocati 84 Miliardi di euro contro i 47 del 2004. In dieci anni il valore è quasi raddoppiato.
Attualmente, contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, allo stato italiano ritorna solo il 9,4% dell’intero ammontare delle giocate, rispetto al 2004 dove invece la percentuale era del 29%. Le entrate derivate dal gioco d’azzardo sono un fattore di perdita. Degli 84 Miliardi giocati, 67 ritornano in circolo e 17 ( una finanziaria ) vengono persi dai giocatori. In Emilia Romagna, ( circa il 10% della media nazionale ) sono stato giocati 7,15 MLD e persi il 20% pari a 1,5 MLD. L’analisi prende in considerazione anche i giovani, il dramma esistenziale di chi etra in contatto con il gioco fino a farne diventare una vera patologia: il 44% dei giocatori 15-19 anni, 36% sono quindicenni e il 43% sono diciassettenni.
Serate come quella di Medolla, hanno lo scopo di richiamare l’attenzione delle istituzioni affinché mettano in atto strategia difensive per sfidare l’avanzata del gioco d’azzardo, attraverso l’adozione di piani di comunicazione trasversali e interventi strutturali messi a sistema. Una sfida a due che vedere le istituzioni uscire vittoriose per sostenere l’uomo quando entra in contatto e sprofonda nella patologia.
Dott. Nunzio Borelli – Prof. Guido Zaccarelli
