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A San Biagio in Padule nasce la Cooperativa di Comunità “Villaggio rurale ecosolidale “Don Giorgio Govoni”

da | Lug 15, 2016 | San Felice sul Panaro, Agricoltura | 0 commenti

A San Biagio in Padule nasce la Cooperativa di Comunità “Villaggio rurale ecosolidale “Don Giorgio Govoni”. La  sede e nel borgo parrocchiale di San Biagio in Padule nel Comune di San Felice sul Panaro. La cooperativa è nata per concretizzare il progetto di impresa sociale vincitore alcuni mesi fa del secondo premio di “Imprendocoop 2015”, il concorso promosso da Confcooperative in collaborazione con il Comune di Modena, la Fondazione Democenter, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e con il sostegno di Emilbanca e COOP UP. La Cooperativa è “doverosamente” dedicata alla memoria di Don Giorgio Govoni, a lungo parroco di San Biagio, che con la sua opera ha percorso una difficile strada basata sull’amore per le persone e sulla custodia delle tradizioni rurali. Come spiega una nota della coop “Tra i soci fondatori della Cooperativa di Comunità ci sono alcuni parrocchiani di San Biagio in Padule, compreso il parroco Don Giorgio Govoni, ma anche altre persone della società civile della Bassa Modenese interessate a contribuire alla crescita di un nuovo modello di vita sociale ed economica. Questo progetto è coordinato dal Dott. Paolo Campagnoli, promotore dell’iniziativa e uno dei soci fondatori, e vede il supporto dell’Amministrazione Comunale di San Felice sul Panaro e dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola.

Ma cosa è una Cooperativa di Comunità? È una cooperativa di lavoro che vuole mettersi al servizio del territorio e delle persone che lo abitano per creare opportunità di lavoro, di aggregazione sociale e di crescita culturale, con la dichiarata volontà di valorizzare e promuovere tutte le potenzialità offerte dall’esteso podere agricolo (circa 20 ettari) gestito dalla Parrocchia e dall’importante patrimonio architettonico (circa 1.500 mq) che si sta ricostruendo dopo il sisma del 2012. Con la Cooperativa si vuole coniugare tradizione e innovazione, a partire dall’attività agricola che sarà il primo ambito di operatività.

Nel 2015 è già stata fatta una prima semina di grano tradizionale della varietà “inallettabile” (a basso indice di glutine e con ottime caratteristiche panificatorie) e di farro dicocco, e proprio in questi giorni si sta procedendo alla loro macinazione a pietra presso il Mulino Zapparoli di Sermide. Durante la prossima Sagra di San Biagio (20-23 agosto) e durante la prossima Fiera di Settembre di San Felice (fine agosto-inizio settembre), sarà così possibile acquistare le prime “farine della ricostruzione” e – per chi lo desidera – conoscere nello specifico il progetto d’impresa sociale della Cooperativa ed eventualmente diventarne socio sostenitore.
Del resto proprio in questi giorni è emersa, in tutta la sua drammaticità, la scarsa remunerazione della coltivazione del grano, che viene pagato agli agricoltori meno del suo costo di produzione, con un compenso che è agli stessi livelli di 25 anni fa. La strada che si vuole intraprendere a San Biagio, con l’attività della Cooperativa di Comunità, si basa sulla riscoperta degli antichi prodotti agricoli, cereali in primis, e sull’attivazione della filiera corta e della vendita diretta, anche all’estero, per ridare redditività a una delle campagne più fertili al mondo: il prossimo anno si prevede di ampliare l’estensione del terreno coltivato a varietà antiche di grano, di mais e di farro, accostando a questi anche alcune colture sperimentali come quelle della lavanda, del luppolo e della canapa da seme. Fondamentale per il successo di questa imprenditoria sociale, sarà la possibilità di “fare rete” con le realtà istituzionali, imprenditoriali, sociali ed economiche che operano sul territorio, dalle amministrazioni comunali, al mondo della scuola e della formazione (si pensi alle possibilità importanti offerte dai percorsi scuola-lavoro), dagli istituti di credito alle imprese e alle associazioni di categoria, prime fra tutte quelle che operano nel mondo dell’agroalimentare. Solo così si potrà uscire da una logica di una sterile concorrenza locale, per fare davvero “sistema territoriale” da promuove al di fuori dei confini regionali e nazionali come avviene in altri Paesi, tra cui la vicina Francia.
Contemporaneamente per San Biagio si vuole avviare una stagione di appuntamenti culturali e ricreativi da proporre per i prossimi anni con una accurata programmazione: concerti, teatro rurale, mostre d’arte, presentazione di libri, corsi di enogastronomia e di formazione culturale e professionale, centro estivo rurale, laboratori didattici per bambini. Dal 2017 è prevista anche la creazione di un orto sociale e il primo impianto di un giardino didattico dei frutti antichi per conservarne la biodiversità. Per il futuro si prevede anche l’apertura di un piccolo laboratorio artigianale di tessitura e semplici lavori di sartoria e di un piccolo spaccio per la vendita diretta dei prodotti agroalimentari della Cooperativa e del territorio.
Va detto che la Parrocchia di San Biagio in Padule è fra quelle che ha fatto i passi più significativi e importanti lungo il percorso della ricostruzione post sisma: sono già stati presentati tutti i progetti esecutivi che riguardano i numerosi edifici danneggiati dal sisma (con la sola eccezione della Chiesa), ed è già a buon punto il cantiere per la ricostruzione dei due edifici rurali. Entro l’autunno dovrebbero poi partire i lavori per la costruzione del Nuovo Centro Parrocchiale, un fabbricato di 150 mq in “classe A” che sfrutta la possibilità di delocalizzare gli spazi dell’ex Ufficio Postale e degli attigui ambienti parrocchiali distrutti dal sisma.
Pertanto a primavera 2017 una parte importante del Borgo parrocchiale sanbiagese sarà già stata costruita e i nuovi edifici moderni, ma realizzati nel rispetto della tradizione architettonica locale, potranno ospitare le numerose attività economiche e aggregative promosse dalla Cooperativa di Comunità. Inoltre alcuni studenti di Architettura dell’Università di Bologna parteciperanno a laboratori di progettazione per riqualificare le aree esterne del borgo parrocchiale e il paesaggio dell’attiguo podere agricolo.
Per quanto riguarda gli inserimenti lavorativi questi avverranno in modo graduale, con particolare attenzione ai giovani, alle donne, a coloro che appartengono a una fascia anagrafica di difficile ricollocamento lavorativo e ai diversamente abili.

In sintesi si può dire che il progetto della Cooperativa di Comunità vuole fare del borgo parrocchiale di San Biagio un luogo delle “buone idee e pratiche di vita e di economia”, con al centro la promozione della persona umana nonché la condivisione e la sostenibilità sociale e ambientale delle varie attività e iniziative attuate.
Presto verrà aperta in Facebook una pagina dedicata al Villaggio rurale ecosolidale “Don Giorgio Govoni” non solo per fare conoscere le attività della Cooperativa di Comunità, ma anche per consentire – a chi fosse interessato – di partecipare con idee, con la propria opera e con donazioni alla sua crescita e alla sua vita futura”.

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