La più subdola è la telefonata a casa in cui chiedono: «E’ lei l’intestatario della bolletta?». E basta rispondere «Sì» che la nostra voce viene registrata e ci troviamo con un nuovo gestore di luce o gas. Quella più à la page vede finti carabinieri entrare in casa dicendo che ci sono stati furti nella zona ed è necessario che controllino, tutti, ma proprio tutti, i gioielli e ori che conserviamo. La più scontata è il finto tecnico del gas: avvisa che c’è una perdita e che bisogna mettere da parte banconote e gioielli sennò si rovinano.
E proprio su quest’ultimo copione è andato in scena uno dei più recenti tentativi di truffa andato a segno a Bomporto. La vittima è stata una anziana signora di 85 anni, a cui sono state portare via pure le fedi nuziali. Lei ha raccontato in lacrime di essere stata turlupinata da due giovani di bell’aspetto, italiani, distinti, che l’hanno avvertita di una presunta fuga di gas. Si è fidata, li ha fatti entrare e loro hanno ripulito il suo appartamento.
Truffe di questo tipo, con vittime anziani, sono sempre più diffuse a Bomporto e in tutta la Bassa. I delinquenti fanno leva su solitudine e riflessi lenti, studiano accuratamente le proprie vittime e contemplano tutti gli imprevisti. Ad esempio: trovano l’anziano diffidente che non abbocca al finto tecnico? Dicono di fare una telefonata all’azienda del gas. «Prego, le compongo io il numero», e dall’altra parte del telefono c’è un complice che rassicura che tutto è a posto. Si viene colti con le mani nel sacco mentre si cercano soldi sotto il letto? Si mette in piedi una bugia per prendere tempo e guadagnare velocemente la fuga.
La truffa più odiosa è quella che fa leva sulle paure. «Suo figlio è nei guai – raccontano al telefono – io sono un avvocato, ho bisogno di contanti subito, vada a prelevare denaro», specificando la cifra necessaria. Sì, perché l’organizzazione è precisa. Non solo i truffatori sono in grado di sapere se abbiamo un figlio oppure no, ma anche che tipo di disponibilità economica abbiamo. In questi casi aiutano tantissimo i dipendenti delle banche che trovandosi un anziano che chiede all’improvviso tanto denaro capiscono che c’è qualcosa che non va e chiamano le forze dell’ordine.
E che dire delle truffe di cui sono vittime gli imprenditori? Tra assegni scoperti, false società, intermediari fittizi, devono stare con gli occhi ben aperti. Come ha fatto un commerciante di ortofrutta di Sorbara, qualche tempo fa: si presentarono in due, dicendo di essere stati incaricati da una ditta cliente di un trasporto merce e mostrando la relativa documentazione all’apparenza regolare: chiedono di caricare frutta e verdura per 17 mila euro. Il grossista, tuttavia, è insospettito dalla targa artigianale piazzata sul camion e ha incaricato la sua segretaria di fare accertamenti. I due, ovviamente, si sono dileguati.
Articolo originariamente pubblicato sul numero 3 della rivista SulPanaro.net
