Ogni mese un sindaco risponde a domande e dubbi: tocca a San Possidonio con Rudi Accorsi
La fusione dei Comuni della Bassa? «Una boutade, alla fine dei fatti sarà irrealizzabile. Non credo che la fusione avverrà, è un nonsense imposto dal trend politico attuale». Parola di Rudi Accorsi, sindaco di San Possidonio, l’unico Comune a guida centrosinistra escluso dal progetto di fusione dei Comuni della Bassa lanciato dal Partito Democratico. «Nell’Unione dei Comuni credo, ma la fusione è troppo – spiega – perché i comuni non vanno chiusi, altrimenti si ledono le comunità vere. Non serve smantellarli per avere un punto ordinatore, un organo che gestisca i macro problemi dell’Area Nord. Tutto qui verte su un perno che è il Comune: se si toglie si affloscia tutto e San Possidonio diventa una frazione dove si viene a dormire e basta. Ma non credo che la fusione avverrà, è un nonsense imposto dal trend politico attuale».
Accorsi, il principale problema del paese, per l’opposizione, è che manca una prospettiva di sviluppo, sia edilizio che economico e politico. Come replica?
«Se l’opposizione ci dice che manca una prospettiva per San Possidonio osservo che è complicato lavorare su un’economia in scala così piccola come quella del Comune, noi facciamo quel che possiamo. Negli ultimi anni può sembrare che abbiamo lavorato in difesa visto l’impegno che abbiamo profuso sulle crisi aziendali di Cpl Concordia, Coop Muratori e Nuova Rio, ma se non l’avessimo fatto sarebbe stato peggio per i nostri lavoratori. Il Comune che stiamo predisponendo adesso e che si vedrà tra qualche anno sarà molto diverso dall’attuale. Ad esempio sarà economicamente più indipendente. Stiamo sostituendo tutta l’illuminazione del paese con le lampade a led, consumeremo 160 mila kw all’anno invece degli attuali 540 mila, un risparmio di due terzi. La ricostruzione privata e pubblica è tutta all’insegna del risparmio energetico, porteremo la ciclabilità su tutto il Comune. Abbiamo razionalizzato il quartiere scolastico, su cui abbiamo ricostruito e aggiunto biblioteca, auditorium, palestra, trovando forme di gestione adeguate al tipo di comunità che abbiamo, affidandole al volontariato. Non abbiamo costruito cose che non siamo in grado di gestire o mantenere».
Il centro non è un po’ sguarnito dopo che le scuole sono state spostate?
«In centro al posto delle scuole elementari ci sarà la Casa della Salute dove troveranno posto i medici di base, alcuni specialisti, le strutture per le malattie croniche e i locali per Avis, Auser e Croce Blu. Per quanto riguarda la sanità arriverà anche una microresidenza per anziani».
Il progetto per il Nuovo Teatro a che punto è?
«Con il nuovo Piano organico della Ricostruzione, al posto del teatro Varini che è stato abbattuto è previsto un parcheggio con area verde, e San Possidonio avrà il suo Teatro Nuovo nell’area Mulino Balzoni, che era un buco nero di incuria nel cuore del paese. Ci sarà un intervento coordinato con la Curia: noi ristruttureremo il mulino e useremo il foyer, loro dietro, nel parco, costruiranno il teatro vero e proprio. Abbiamo voluto mantenere una soluzione ibrida di gestione perché era quella che c’era prima e funzionava bene. Siamo al punto in cui la Curia ha fatto il progetto preliminare per il teatro, e noi abbiamo dato l’incarico per la progettazione dell’asta pubblica. I cantieri apriranno non prima del 2017».
I costi del progetto?
«Il Comune spenderà 1,3 milioni di euro, la Curia 790 mila euro».
E le aree edificabili che sarebbero pronte per ospitare nuovi edifici?
«Il mercato è asfittico, non vedo possibilità di espansione. L’area ex Coop Muratori, poi, è in mano al curatore fallimentare e lavoriamo affinché cedano a chi è interessato a investire».
Il Comune ha fatto un investimento anche sulla Chiesetta di Pioppa, perché?
«Si tratta di un edificio di culto, sconsacrato, che abbiamo rilevato da un privato per 25 mila euro con l’intenzione di rafforzare l’identità della frazione di Pioppa, su cui faremo anche arrivare la ciclabile. La chiesetta può ospitare una trentina di persone e sarà affidata alla Curia e gestita dalla popolazione per le attività comuni. La ristruttureremo coi fondi del terremoto».
Cosa succede nell’area dell’impresa di costruzioni A&C?
«L’azienda ha un’attività di stoccaggio materiali che crea problemi di polveri e con Arpa e Provincia è stato individuato un percorso per contenere il problema, tra arginature da realizzare e nuovi sistemi tecnologici da introdurre. E’ stata stabilita una tempistica, alcune cose da fare entro giugno – e sono state fatte – e altre da fare entro dicembre. Vigileremo che vengano fatte».
Nell’area ex Reggiani, accusa l’opposizione, la discarica sembra crescere ogni giorno di più, il caso è stato anche oggetto di un’interpellanza in Regione. Che sta accadendo?
«E’ cresciuta tantissimo e abbiamo evidenziato la cosa nella conferenza dei servizi che è stata aperta per richiedere le autorizzazioni ambientali, procedimento in cui è coinvolta anche l’Arpa e che si concluderà con un dispositivo di comportamento cui l’azienda dovrà attenersi».
Manca poco alla fine del suo mandato, sarà l’ultimo. Cosa lascerà ai possidiesi?
«Io sono iscritto al Pd ma non ho velleità di carriera politica, finito il mio mandato tornerò a tempo pieno al mio lavoro di metalmeccanico a Concordia. Nel 2017 vorrei lasciare un paese aperto al mondo, con le sue collaborazioni e il suo gemellaggio, ma con radici ben salde e che sia autonomo dal punto di vista organizzativo ed economico. Non governo da solo, siamo una squadra che va oltre la Giunta e sarà la mia migliore eredità politica».
LE CAHIER DES DOLEANCES
Fabrizio Locatelli
Consigliere di opposizione
* Non ci sono incentivi per le attività produttive
* Il Comune non dà impulso allo sviluppo del paese
* Manca la pista ciclabile per le frazioni
* Nuovo Teatro, che fine ha fatto?
* Chiesetta della Pioppa, cui prodest?
* Troppo isolamento ed autoesclusione dalla futura Unione dei Comuni
* Ambiente, irrisolte le questioni area deposito di A&C e ex Reggiani
Articolo originariamente apparso sul numero 3 del magazine SulPanaro.net
