L’autostrada Cispdana a Finale Emilia passerà sulla penultima versione del tracciato disegnato dalla società. La “nuova” pratica è in attesa che scadano i tempi per le osservazioni per diventare ufficiale, ma intanto infiamma la polemica.
Ecco cosa scrive da Sinistra Critica il consigliere comunale di Finale Emilia Stefano Lugli.
“Ricapitoliamo. Era il 10 febbraio 2016 e tutti i giornali titolavano “Renzi sblocca la Cispadana”. Regione, sindaci, Pd, Confindustria e Legacoop festeggiavano l’atto approvato dal Consiglio dei Ministri con cui si superava, o meglio si metteva a tacere, il dissenso espresso dal Ministero dei beni e delle attività culturali nell’ambito della procedura di Via relativa alla Cispadana e che individuava gravi criticità idrauliche nel superamento del fiume Panaro.
Bastarono pochi giorni – ricorda Lugli- per rendersi conto che lo “sblocco della Cispadana” coincideva con lo spostamento del tracciato esattamente “sopra” alla frazione di Alberone, a poca distanza dall’abitato di Finale Emilia, determinando un impatto insostenibile. Sindaci, partiti, cittadini, comitati scrivono preoccupate osservazioni al Ministero dell’Ambiente e lo spostamento della variante diventa impegno bipartisan della campagna elettorale nei Comuni di Finale Emilia e Cento.
Passano i mesi, cambiano i sindaci e cambia pure il presidente del consiglio, ed ecco che esattamente un anno dopo la firma con cui Renzi “sbloccava” la Cispadana, dal cilindro della società Autostrada Regionale Cispadana spa esce una nuova variante che, come nel gioco dell’oca, ripropone il precedente tracciato spostando il problema a XII Morelli. A breve se ne accorgeranno anche nella frazione di Cento, e l’iter fatto di proteste, impegni e osservazioni da inviare al Ministero dell’Ambiente riprenderà.
E’ sempre più evidente – osserva il consigliere – che l’Autostrada Cispadana è insostenibile in qualsiasi tracciato, e questa ennesima variante dimostra ancora una volta che la battaglia da fare è quella per tornare alla Cispadana urbana. Ed è sempre più evidente che la responsabilità di chi lascia la bassa modenese con una viabilità inadeguata è di coloro che insistono su un’autostrada insostenibile e antieconomica in qualsiasi tracciato.
Il sindaco di Finale Emilia dice di accogliere con piacere l’ennesima variante che gli toglie un problema diretto, ma l’impatto di 50mila veicoli/giorno resta tutto, così come quello sulla viabilità locale che sarà devastata dall’effetto barriera di un’arteria chiusa. Noi scriveremo al Ministero dell’Ambiente l’ennesima osservazione contro l’Autostrada Cispadana in qualsiasi tracciato. Il sindaco di Finale Emilia, se è coerente con la mozione approvata alcuni mesi fa, dovrebbe fare la stessa cosa”, chiude Lugli.

