Venerdì 20 ottobre, all’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, una 79enne di Bomporto sarebbe rimasta seduta dalle 11 fino alle 19 su una sedia prima che le venisse dato un letto in Osservazione breve intensiva (Obi). Questo, secondo quanto riporta la Gazzetta di Modena, sarebbe avvenuto solo dopo le proteste dei parenti.
Sulla vicenda interviene nel pomeriggio di sabato 21 ottobre con una nota l’Azienda Usl.
“Non esiste – precisa l’Azienda sanitaria – alcun problema di posti letto all’Ospedale di Mirandola: rispetto a quanto pubblicato oggi a pagina 31 della Gazzetta di Modena, nella giornata di venerdì 20 ottobre tutti i pazienti provenienti dal Pronto soccorso per i quali era necessario il ricovero in Medicina a Mirandola sono stati regolarmente ricoverati presso l’Ospedale Santa Maria Bianca”.
“La signora – prosegue la nota – alla quale verosimilmente si fa riferimento, arrivata alle 9,26 e classificata al Triage come codice giallo, è stata visitata alle 10,20 con un inquadramento clinico compatibile con la permanenza in Pronto soccorso; è stata posta in Osservazione breve intensiva (OBI) alle ore 13,24 e alle ore 14 le è stato assegnato il posto letto in Medicina a Mirandola insieme ad altri 5 pazienti. È stata l’ultima ad accedere al reparto in quanto il ricovero avviene in maniera sequenziale in base alla gravità delle condizioni cliniche”.
“La signora – conclude l’Azienda Usl – è stata posizionata in posizione seduta anziché sdraiata in relazione alle sue condizioni cliniche. Come ovunque, anche nella sanità pubblica della nostra Regione l’ingresso in reparto avviene per ordine di priorità in relazione all’inquadramento clinico dei diversi casi e non certo a causa di proteste più o meno veementi dei famigliari. Spiace dover ancora una volta constatare come presunte condizioni di difficoltà non vengano affrontate con il contatto con la Direzione dell’Ospedale, e riportino condizioni che non trovano riscontro oggettivo. La Direzione dell’Ospedale conferma la propria totale e continua disponibilità in ogni situazione di disagio per pazienti e familiari”.
