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“Basta con l’emergenza: evacuazioni, scuole e strade chiuse, paura”: l’opposizione protesta

da | Dic 14, 2017 | Cronaca | 0 commenti

Conclusa l’allerta, non mancano le polemiche politiche sul modo in cui è stata gestita l’emergenza della piena del Secchia e del Panaro

Piena ed emergenze, Aimi e Platis (Fi) all’attacco di Provincia e Regione

BARGI (LN): “EMERGENZA SECCHIA, ECCO I RISULTATI DELLA ‘PREVENZIONE’ TARGATA GAZZOLO. PORTARE A 7 MILIONI GLI INVESTIMENTI PER LA MANUTENZIONE”

“Stessa emergenza, stesso assessore: qualcosa chiaramente non ha funzionato”. Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord, evidenzia le “inconcepibili” criticità emerse nelle ultime ore per i livelli del fiume Secchia nella provincia di Modena. “L’alluvione del 2014 non ha probabilmente insegnato nulla all’assessore Gazzolo – commenta Bargi -, perché ci siamo ritrovati in una situazione di emergenza: evacuazioni, scuole e strade chiuse, terrore per le possibili conseguenze. Considerando anche le preoccupazioni causate dal livello del Panaro, dov’è la prevenzione che a livello regionale doveva essere implementata, dopo quel dramma in cui ci fu anche un morto? Che risultati ha avuto la manutenzione in questo periodo?”
Il consigliere punta il dito anche contro una “imbarazzante” politica di bilancio. “La Giunta Bonaccini, di cui la Gazzolo fa parte, prevede nella prossima manovra 4,5 milioni di euro da destinare alla manutenzione, a fronte di 7 milioni circa di dotazione del fondo per le cosiddette emergenze. Di fatto una scelta precisa, che conferma uno dei peggiori malcostumi italici: piuttosto che prevenire è meglio curare, magari quando i disastri sono già avvenuti, facendo anche la bella figura dei ‘salvatori’. Però non è così – tuona Bargi – che si contrasta il dissesto idrogeologico: non lo si contrasta lavorando sull’emergenza”. Il consigliere del Carroccio chiede dunque di portare “a 7 milioni lo stanziamento per le opere manutentive” e di attuare “finalmente una politica attiva di messa in sicurezza del territorio, attraverso strumenti come le casse di espansione e l’innalzamento degli argini. Solo in questo modo è possibile evitare che l’emergenza diventi tristemente strutturale”.

FERRARESI E DELL’ORCO (M5S): EMERGENZA ALLUVIONE, GRAVI RISCHI PER MANCANZA MESSA IN SICUREZZA

“Per quanto tempo ancora dobbiamo convivere con l’ansia che alla prima calamità naturale le nostre case siano inagibili, le nostre aziende danneggiate, il nostro lavoro distrutto e la nostra vita a rischio? Non si tratta di tragedie inevitabili, si tratta di incuria, mancanza di manutenzione e programmazione, incompetenza politica, sperpero di denaro pubblico. Di questo si tratta e non mi stancherò mai di ripeterlo”, -lo affermano Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco deputati M5S-.

“Com’è possibile che nel pieno dell’emergenza di questi giorni si sia fatto alzare un tratto di argine maestro di oltre 300 metri, senza rendersi conto in tempi di pace, della criticità di quel tratto? Un lavoro che ha messo tra l’altro a rischio gli operai e i volontari sul luogo e che poteva essere tranquillamente evitato, facendolo con una piu efficiente programmazione nei mesi estivi, considerando che il progetto di adeguamento degli argini è in corso da quasi 3 anni – continuano Ferraresi e Dell’Orco – E dove sono finiti i 14 nuovi cantieri/interventi (non consideriamo quelli che riguardano l’ordinaria amministrazione) che dovevano essere aperti nell’ambito dei successivi stralci di lavori? Non ce n’è traccia se non un paio tra Modena e Campogalliano e altri 3 tra Ponte San Ambrogio e Nonantola, i cui lavori sono iniziati pure in ritardo.

Stesso discorso per l’intervento sulle casse di espansione di Campogalliano, dove ancora non si hanno notizie del progetto esecutivo di adeguamento e sistemazione delle stesse. Per non parlare di tutte le altre problematiche sollevate in questi anni dal Movimento 5 Stelle e mai affrontate da questa politica ad ogni livello istituzionale: cementificazione selvaggia, legge quadro sul dissesto idrogeologico, nessuna vera tutela ambientale, nessuna strategia di prevenzione e messa a norma.

“Ora è il tempo, di nuovo, di contare i danni e di ascoltare per l’ennesima volta le promesse di chi dovrebbe tutelare i cittadini e il nostro territorio. Con la certezza – concludono Ferraresi e Dell’Orco – che ancora una volta questa gente troverà la forza di rialzarsi e con la speranza che questa volta la loro voce si faccia sentire forte è chiara. È tempo che ognuno si prenda le proprie responsabilità perché qui non si tratta di sciagura e di questo dobbiamo esserne tutti consapevoli”.

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