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Operaio della Bassa licenziato per malattia prolungata, Cgil: “È illegittimo”

da | Lug 25, 2018 | Mirandola, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Concordia, Medolla, Cavezzo, Camposanto, San Possidonio, San Prospero, Bomporto, Bastiglia, Ravarino, Nonantola, Novi, Soliera, Carpi, Cronaca | 0 commenti

L’ufficio Salute e Sicurezza della Cgil di Modena chiude positivamente il quinto caso di impugnazione di licenziamento per superamento del periodo di comporto, periodo massimo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, quando questa sia causata da ambiente di lavoro nocivo per responsabilità del datore di lavoro.

Lo annuncia in una nota il sindacato, precisando che “è solo da un anno che si stanno seguendo i casi di lavoratori licenziati a causa di malattia generata dal lavoro”.

Quest’ultimo caso riguarda un lavoratore di un’azienda metalmeccanica della Bassa Modenese. L’istruttoria  dell’Ufficio Salute e Sicurezza della Cgil “ha messo in luce – spiega la nota – che il lungo periodo di assenza a causa di una lombalgia recidivante e il conseguente intervento chirurgico (che aveva sensibilmente contribuito al superamento del periodo di comporto), era stato causato da inosservanza da parte della ditta delle norme in tema di salute e sicurezza sul lavoro, per via di un eccesso di pesi sollevati e movimentati manualmente”.

“Tanti lavoratori, dopo un lungo periodo di assenza per malattia, – spiega la Cgil – tendono a considerare legittimo l’eventuale licenziamento. Mentre invece non è così, se la malattia è stata provocata da negligenze da parte del datore di lavoro che abbia volontariamente o incautamente omesso l’adozione di misure tecnico-organizzative o procedurali per ridurre i rischi lavorativi al più basso livello possibile”.

“Da quando è stata avviata, poco più di un anno fa, – conclude la nota – questa attività di tutela dei lavoratori licenziati dopo lunga malattia, tutti i casi affrontati hanno visto una soluzione positiva per il/la lavoratore/trice che aveva perso il posto di lavoro. In nessun caso si è arrivati a sentenza davanti al giudice del lavoro, in quanto le ditte hanno tutte preferito giungere ad una transazione di fronte ad una evidente responsabilità”.

 

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